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Storia di Monreale

La storia di Monreale

Le origini di Monreale sono legate ai Normanni la cui dinastia si insediò in questa terra verso il X secolo; la leggenda narra che Guglielmo II ebbe in sogno l'apparizione della Madonna che gli indicò il luogo in cui si celava un grande tesoro da utilizzare per costruirvi una Chiesa, che sarebbe divenuta il Duomo dedicato a Santa Maria Nuova.

Qui inviò cento monaci benedettini con a capo l'abate Teobaldo, poi fregiato del titolo di 'Signore della città'. Ai giorni nostri la città di Monreale è sede del governo arcivescovile il cui organo è la Curia; primo Arcivescovo fu Fra Guglielmo benché fino ad oggi la cittadina annoveri ben 54 Arcivescovi e 14 Cardinali della Chiesa.
L'economia della Monreale di un tempo era prettamente connessa all'agricoltura: il paese godeva di oltre 170 feudi  di proprietà dell'arcivescovato per i quali gran parte della popolazione lavorava come bracciante, senza tuttavia ottenere una paga che consentisse di trascorre una vita lontana dalla miseria e dalla povertà.

Minoranza non irrilevante era quella degli artigiani, in particolare dei calzolai, che davano un piccolo contributo allo sviluppo del commercio; quest'ultimo risulterà avvantaggiato durante il Seicento con l'apertura delle botteghe in cui lavoravano artigiani professionisti.